"La Grande Madre". I legni "non finiti" di Giuseppe Gavazzi
Villa e Giardino Bardini
"Era un giorno triste, più malinconico di altri": così Giuseppe Gavazzi ricorda il momento in cui nacque la sua prima scultura. Il suo primo "creatore".
La Grande Madre è il titolo di una mostra che riunsce opere con dentro la profondità della cultura arcaica e il fascino seducente della maternità, potente forza generativa che tutto accoglie, senza "temporalità", ma con il mistero del simbolo arcaico donna e madre.
Severe figure femminili nè giovani, nè vecchie, che non parlano ai figli nè li guardano, ma fissano lo sguardo nella lontananza. Chi sono queste donne? Di quale tempo? Come chiamarle?
Non c'è risposta.
Il fascino di queste figure consiste nella loro enigmaticità. Madri senza tempo e senza nome. L'essenzialità arcaica e primigenia dei legni "non finiti" sfiora l'essenza della purezza classica, perfetti nella loro forma e sostanza, e nel loro integrarsi nel Giardino di Villa Bardini di Firenze che li accoglie.
